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E' il concetto per
esprimere il nostro lavoro nell'ambito della realtà virtuale, sentendoci più che
Volontari Fratelli delle Misericordie.
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Confratelli e non
volontari |
questo il tema
con cui mons. Nervo inaugura una serie di incontri con il consiglio nazionale
confederale per elaborare gli orizzonti del nuovo Statuto.
Questo concetto di tornare a
chiamare i militanti nelle file delle nostre Misericordie con il loro nome è un
atto importante per riscoprire l’appartenenza ad un Movimento, ad una
Confraternita.
Il concetto da sempre espresso
su questo net-work è sempre stato che volontariamente si sceglie di iscriversi
ad una Misericordia ma una volta iscritti, una volta fatta la vestizione si
diviene Fratelli o Sorelle, da quel momento si devono rispettare quegli Statuti
e quei Regolamenti che abbiamo dichiarato e sottoscritto di accettare nella
domanda di iscrizione.
Come già pubblicato le
Misericordie “si governano a popolo” quindi nelle adunanze e nelle assemblee la
presenza dei Fratelli è importante e fondamentale perché questi divengono i
momenti più salienti della vita democratica di una fraternita o confraternita o
sodalizio.
La Misericordia, come insieme
di fratelli, diviene una grande famiglia dove ognuno si impegna e collabora per
quanto può dare e da questo dare si mantengono o si prendono impegni nuovi.
Il termine volontario, inteso
come lo si definisce oggi, diviene quasi un termine offensivo per quei
Fratelli, motivati, che si sentono parte di una realtà associativa di impegno
morale e cristiano.
Oltre a riscoprire le nostre
definizioni, e tornare a chiamare le persone col loro nome, dobbiamo impegnarci
e ricordarci lo spirito che animò e che dovrebbe animare le nostre Misericordie
e ciò le opere spirituali del Vangelo, la preghiera, il trovare veramente il
volto del Cristo impresso nelle nostre opere. Dobbiamo riscoprire la Chiesa
come nostro punto personale di riferimento, quella chiesa che fu la sede dei
nostri fondatori.
Il Papa Giovanni Paolo II
nella sua consegna, nel 1986, ci chiese di essere “fautori della Civiltà
dell’Amore” ma anche di essere “testimoni della cultura della carità”.
È bello osservare, poi, le
coincidenze delle iniziative, molto spesso non pensate ma che tornano a farci
riflettere sulla casualità, quando il presidente Brunini organizzò l’incontro
con la protezione civile a Chianciano era la festa liturgica di S. Antonio
Maria Pucci, questo incontro nel giorno in cui la chiesa venera la figura di S.
Francesco d’Assisi. Come per imprimere una vicinanza spirituale a grandi figure
ma anche a episodi che nella nostra storia si intrecciano. Infatti quante
Misericordie sono nate su iniziativa dell’Ordine Francescano?
Quanto il messaggio di
Francesco dal Cantico delle Creature ci deve sostenere nel cammino di ogni
giorno: Laudato sii o mi Signore per il nostro frate sole e per sorella luna…
laudato sii o mi Signore per sorella nostra morte… questo è l’invito ai
Fratelli e alle Sorelle della Misericordia, che termina in quel Dio te ne renda
merito dopo ogni servizio; la letizia e la gioia di poter fare un’opera buona,
la certezza che ci sarà abbuonato un poco di purgatorio nell’ora dell’incontro
nella Casa Comune con l’Uomo Dio Divina Misericordia.