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"E’ per me un piacere
davvero speciale partecipare a questa cerimonia di inaugurazione
dell’Anno Internazionale del Volontario. Il cuore del
volontariato, infatti, animato dagli ideali del servizio e della
solidarietà e dalla convinzione che, tutti insieme, possiamo
rendere il mondo migliore. In questo senso, potremmo dire che il
volontariato rappresenti la massima espressione di ci di cui le
Nazioni Unite si occupano. Per questo sono felice di festeggiare
con voi - i milioni di volontari che prestano senza sosta la
propria opera in ogni angolo del pianeta per soddisfare le
necessità delle persone, proteggere i loro diritti e contribuire
a dar loro voce.
In tutto il mondo i volontari stanno lavorando con i governi,
con le organizzazioni non governative e con il settore privato
per fornire un’assistenza professionale efficace. Le loro
motivazioni possono essere riassunte in un’unica parola:
condivisione. I volontari condividono il proprio tempo. I
volontari condividono le proprie capacità e il loro talento. Ma,
soprattutto, i volontari condividono una esperienza umana. I
volontari, infatti, sanno che la vera misura del successo nella
vita non sta in quello che guadagniamo, quanto piuttosto in
quello che diamo ai nostri fratelli, uomini e donne. E i
volontari hanno il coraggio di credere che ci che fanno servir a
cambiare le cose.
La condivisione si vede anche nel modo in cui essi si avvicinano
al proprio lavoro. Essi, infatti, non cercano di imporre i
propri valori, le proprie idee o i propri ordini del giorno.
Piuttosto, scoprono che cosa le persone desiderano e di cosa
hanno bisogno, e dopo lavorano assieme a loro per soddisfare
queste esigenze.
Insegnano ai bambini a leggere. Sono i mentori degli
adolescenti. Aiutano le donne a intraprendere delle attività
economiche. Danno una mano a nutrire gli anziani e le persone
malate che non hanno una famiglia che si prenda cura di loro.
Partecipano alla costruzione di pozzi per le comunità, in modo
che ognuno dei suoi componenti disponga dell’acqua potabile.
Contribuiscono a preservare la pace e a costruire la democrazia,
assistono i sopravvissuti dei conflitti o delle guerre, prestano
la propria assistenza nella realizzazione di progetti di
sviluppo di lungo periodo, e collaborano alla salvaguardia
dell’ambiente. E la loro opera non si limita a questo: si
impegnano nei comitati scolastici locali, visitano le prigioni e
lavorano negli ospedali. Qualsiasi cosa facciano, la fanno
nell’interesse della pace e dell’armonia fra le comunità e al
loro interno, e in questo modo contribuiscono a mantenere le
nostre società forti e in salute.
Ciononostante, gli importanti contributi offerti dai volontari
vengono sovente sottovalutati tanto nelle nazioni
industrializzate quanto nei paesi in via di sviluppo. Al momento
di calcolare il prodotto nazionale, ad esempio, numerosi Paesi
non prendono in considerazione i servizi forniti dai volontari.
Nelle poche nazioni dove questi sono stati misurati, invece, si
stima che le attività del volontariato producano una percentuale
che va dall’otto al 14 per cento del Prodotto Nazionale Lordo.
Negli Stati Uniti, ad esempio, la forza lavoro dei volontari
equivale a oltre nove milioni di impiegati a tempo pieno, per un
valore annuale di 225 miliardi di dollari. In Canada, un terzo
della popolazione svolge attività di volontariato, mettendo ogni
anno complessivamente pi di un miliardo di ore del proprio tempo
a disposizione degli altri. E in Gran Bretagna questo stesso
discorso si applica a circa metà della popolazione.
Un piccolo campione di questa forza lavoro volontaria mondiale
con noi quest’oggi. Come queste persone vi diranno, il
volontariato non una attività svolta da gente ricca e generosa
che dispensa liberalmente i propri doni ai poveri. Si tratta
invece di persone che provengono dalle condizioni sociali e
dalle esperienze pi diverse, che hanno fatto la scelta di
dedicarsi ai propri fratelli, uomini e donne, sia nel proprio
Paese che all’estero. Dei 4.500 Volontari delle Nazioni Unite
che ogni anno prestano la propria opera in tutto il mondo,
infatti, pi di due terzi provengono dai paesi in via di sviluppo
e lavorano negli stati confinanti o in altri al di l
dell’oceano, in una vera espressione di cooperazione Sud-Sud.
Sono persone come Catherine Phiri del Malawi che, scoperto di
essere positiva al virus dell’HIV, ha impiegato la propria
esperienza e la propria voce per rompere il silenzio che nel suo
paese circondava l’AIDS, e ha fondato una organizzazione di
solidarietà sull’HIV/AIDS. O come Vannary Ing, cambogiana, che
dopo essere stata aiutata dalle Nazioni Unite a rientrare nel
proprio paese da un campo per rifugiati e aver preso parte alle
elezioni nazionali del 1993, ha voluto restituire parte di
quanto aveva ricevuto. Ha deciso quindi di unirsi al corpo
elettorale dei Volontari delle Nazioni Unite a Timor Est. O
ancora come Karim Masim, un giovane Volontario egiziano delle
Nazioni Unite, che visita i villaggi con il suo computer
portatile per spiegare in che modo le informazioni trovate su
Internet possono aiutare le popolazioni locali.
Potrei raccontarvi molte altre storie di persone coraggiose come
Catherine, Vannary o Karim - o come Amy, Monette e Olufemi, che
ci racconteranno le proprie esperienze fra un momento. La loro
dedizione ci offre un magnifico esempio da seguire.
Nell’intervenire non soltanto con le proprie mani e con le
proprie menti, ma anche con i propri cuori, i volontari fanno
molto di pi che offrire semplicemente dei servizi. Portano
speranza a quelli che assistono, e in questo modo li aiutano a
trovare la forza per superare le loro debolezze. La loro
ricompensa pu consistere in nuove amicizie che durano una vita
intera, in una comprensione di nuovo genere degli altri popoli,
di altre culture e dei problemi e delle prospettive di altri
paesi, o semplicemente nella consapevolezza che il loro operato
servito a qualcosa. Immancabilmente, tutti i volontari vi
diranno di aver ricevuto tanto quanto hanno dato.
E’ questo dare e ricevere che tiene unita una società.
Promuovendo l’inclusione e la fiducia, contribuisce ad edificare
le fondamenta della giustizia sociale e della stabilità. E ci
sono sempre pi prove che dimostrano come le società con elevati
livelli di impegno civico abbiano al proprio interno un livello
inferiore di conflitti.
Oggi, pi che in passato, abbiamo bisogno di un simile impegno.
In numerosi paesi, infatti, i benefici della globalizzazione non
riusciranno a beneficiare i poveri a meno che non venga compiuto
uno sforzo attivo per mettere alla loro portata le opportunità
offerte da questo fenomeno. Ma sul campo gran parte di questo
sforzo dovrà essere svolto dai volontari.
E questo a propria volta significa che le società hanno bisogno
di riconoscere e promuovere il volontariato come un’attività di
grande valore. Esse debbono agevolare il lavoro dei volontari, e
incoraggiare l’azione volontaria sia all’interno del proprio
paese che all’estero. Ed esse debbono sviluppare delle reti fra
i volontari di diverse nazioni., in modo tale che essi possano
apprendere l’una dalle esperienze dell’altra. Chiamando a
raccolta i volontari e costruendo un rapporto di collaborazione
con la società civile, i governi possono contribuire ad
aumentare l’efficienza dei servizi pubblici e garantire che di
essi benefici un maggior numero di persone.
Questo ci che avevo in mente quando ho chiesto ai Volontari
delle Nazioni Unite di guidare un corpo di volontari
specializzati nella tecnologia informatica - l’UNITeS - che sta
aiutando i popoli dei paesi in via di sviluppo su come
utilizzare le risorse di Internet e della tecnologia informatica
per lo sviluppo umano. Sono davvero compiaciuto per il fatto che
circa 40 volontari abbiano gi aderito all’UNITeS e abbiano
assunto degli incarichi nei paesi in via di sviluppo. Spero che
molti altri li seguiranno.
Superare il gap digitale non sarà un’impresa facile. L’UNITeS
rappresenta soltanto un esempio delle nuove eccitanti aree nelle
quali il volontariato può avventurarsi. Internet, infatti,
rappresenta un canale di inestimabile valore mediante il quale i
volontari possono essere reclutati e altri servizi essere
offerti, favoriti e promossi.
Iniziative quali il sito web NetAid - una collaborazione fra il
Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo (UNDP), i
Volontari delle Nazioni Unite e la Cisco - stanno traendo
vantaggio delle nuove tecnologie consentendo alle persone di
prestare la propria opera online, e in tal modo di condividere
le proprie capacità con quanti, in tutto il mondo, ne hanno
bisogno. Tutto quel che necessario per far questo un po’ di
tempo disponibile, il desiderio di aiutare, un computer, e
l’accesso a Internet.
Spero che l’Anno Internazionale del Volontario ci aiuti a
rendere meglio conosciute iniziative benefiche di questo genere.
Dobbiamo inoltre utilizzare quest’Anno come a un’opportunità per
diffondere la consapevolezza dell’importantissimo lavoro svolto
dai volontari di ogni ceto, e pensare a nuove strade per
promuovere il volontariato sia nelle nostre comunità che lontano
da casa. Per saperne di pi sui modi in cui si può essere utili,
vi invito a visitare la mostra che si trova nell’Ingresso
Visitatori, che verrà inaugurata pi tardi nella giornata.
Da ultimo, lasciatemi esprimere un grande ringraziamento a tutti
i volontari che, nel mondo intero, stanno tutti assieme offrendo
un magnifico contributo per assicurare un mondo migliore e pi
sicuro a tutti noi. Noi, alle Nazioni Unite, siamo estremamente
orgogliosi dei Volontari delle Nazioni Unite, che ci aiutano a
svolgere le nostre missioni in condizioni che qualche volta sono
difficili e pericolose. Come gli innumerevoli altri volontari
che noi onoreremo quest’Anno, i Volontari delle Nazioni Unite
rappresentano un fulgido esempio in azione dei valori della
solidarietà e della responsabilità condivisa che il Vertice del
Millennio ha proclamato come fondamentali per le relazioni
internazionali nel ventunesimo secolo. Essi sono i veri
cittadini del mondo. |